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Incentivi fotovoltaico per aziende nel 2026: cosa è vivo, cosa è morto, cosa dire agli imprenditori
I crediti d'imposta sono morti, le deduzioni sono tornate. Il quadro aggiornato per chi vende impianti industriali: l'iperammortamento del 180%, il confronto tra acquisto, leasing e noleggio operativo, e le leve minori quando il caso le abilita. Scritta per rispondere agli imprenditori che comprano.
di Matteo Giardino · Pubblicato il 07/08/2026 · 9 min di lettura
Verificato il 07/08/2026 · fonti in fondo alla pagina
Se vendi impianti da 20 a 500 kWp, la trattativa la chiudi con l'imprenditore e con il suo commercialista, che leggono il preventivo dopo di te e decidono se i numeri reggono. Nel 2026 il quadro degli incentivi per le aziende è cambiato da cima a fondo, e chi arriva in trattativa con le regole dell'anno scorso perde due volte: sulla credibilità e sui numeri.
Questa guida mette in fila cosa è vivo, cosa è morto e come si presenta ciascuna leva a chi firma. Quadro verificato al 7 agosto 2026.
Il quadro 2026 in breve
Per un'azienda che compra un impianto in autoconsumo, i crediti d'imposta sono morti e le deduzioni sono tornate. La leva nazionale principale è il nuovo iperammortamento della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025): maggiorazione del 180% del costo ammortizzabile fino a 2,5 milioni di euro, per investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Intorno a questa leva ruotano le altre, tutte condizionate: la Nuova Sabatini per le PMI, la tariffa CACER, l'autoconsumo a distanza, il ritiro dedicato, i bandi regionali a finestre corte e il Conto Termico 3.0 in combinata con una pompa di calore.
Sull'IVA, perché in trattativa esce sempre: l'installazione su edifici verso committenti soggetti passivi va in reverse charge (art. 17, comma 6, lettera a-ter del DPR 633/1972). Niente esborso IVA in fattura, e per un'azienda l'IVA è comunque detraibile: è liquidità, non costo, e presentarla come sconto è un errore di impostazione.
Cosa è morto, e perché conviene saperlo meglio dei concorrenti
- Transizione 5.0. Risorse esaurite con decreto direttoriale MIMIT del 6 novembre 2025, piattaforma chiusa il 27 novembre 2025 alle 18:00. Chi aveva prenotato fruisce il credito in 5 quote annuali dal 2026 al 2030. Per chi compra oggi, non esiste.
- Credito d'imposta 4.0. Non riproposto per il 2026 e non cumulabile con il nuovo iperammortamento.
- Aliquota "green" del 220%. Circolava nelle bozze, è stata eliminata in Senato a dicembre 2025 e non esiste nel testo finale della L. 199/2025. Molti siti la citano ancora.
- Scambio sul posto. Abolito con delibera ARERA 78/2025/R/efr: nessun accesso per impianti entrati in esercizio dopo il 29 maggio 2025. Le convenzioni esistenti proseguono fino a scadenza.
- Fondo perduto PNRR per le CER e sportello Invitalia autoproduzione FER nelle PMI: chiusi, rispettivamente il 30 novembre 2025 e con graduatoria del 15 maggio 2026.
Un'avvertenza sui nomi: il MIMIT chiama il nuovo iperammortamento "Nuovo Piano Transizione 5.0". Sono due misure diverse: il credito d'imposta 5.0 è chiuso, l'iperammortamento è vivo. E diversi siti promettono ancora "Transizione 5.0 fino al 63%": se un preventivo concorrente la cita, non serve screditare nessuno, basta mettere sul tavolo le date. L'imprenditore verifica in cinque minuti, e da quel momento il preventivo affidabile è il tuo.
L'iperammortamento del 180%, spiegato per la trattativa
La legge di bilancio 2026 (art. 1, commi 427-436) maggiora ai soli fini fiscali il costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi: del 180% fino a 2,5 milioni di euro di investimento, del 100% sulla quota da 2,5 a 10 milioni, del 50% da 10 a 20 milioni. Vale per tutte le imprese residenti, senza distinzione di forma, settore o dimensione. Non rileva ai fini IRAP.
Con IRES al 24%, la fascia del 180% equivale a un risparmio d'imposta di circa il 43% del costo dell'impianto (1,8 moltiplicato per l'aliquota del 24%). È la cifra che sblocca l'imprenditore, e va detta insieme alle due avvertenze che la rendono credibile:
- È una deduzione, non un credito. Serve imponibile positivo per monetizzarla. Un'azienda in perdita non incassa nulla quell'anno.
- Il beneficio è distribuito sugli anni di ammortamento. Con coefficiente del 9% (impianto qualificato bene mobile) si esaurisce in circa 11 anni; con il 4% (bene immobile, accatastato in D/1 o che incrementa la rendita) in 25. Riferimenti: circolari dell'Agenzia delle Entrate 36/E del 2013 e 46/E del 2007; la classificazione va verificata sul caso concreto.
Per il fotovoltaico ci sono due vincoli. Dimensionamento massimo: il 105% del fabbisogno energetico annuo medio della struttura. Moduli: solo quelli dell'art. 12, comma 1, lettere b) e c) del DL 181/2023, cioè celle prodotte in UE con efficienza minima del 23,5% oppure celle bifacciali a eterogiunzione con efficienza minima del 24%. I moduli UE generici della lettera a) non bastano: da chiarire in offerta, non a cantiere partito.
La procedura passa dal GSE: comunicazione preventiva sulla piattaforma operativa dal 12 giugno 2026, conferma con acconto del 20% dal 21 luglio 2026, completamento entro il 15 novembre 2028. Servono perizia tecnica asseverata e certificazione contabile. La finestra arriva al 30 settembre 2028: c'è tempo, e costruire falsa urgenza su una scadenza a due anni brucia credibilità.
Acquisto, leasing finanziario o noleggio operativo
È la leva di chiusura numero uno sulle trattative industriali, e va presentata come quello che è: principi fiscali generali, da confermare con il commercialista del cliente sul suo caso.
| Acquisto | Leasing finanziario | Noleggio operativo | |
|---|---|---|---|
| Esborso iniziale | 100%, o finanziamento | Anticipo più canoni | Zero, canone periodico |
| Bene a bilancio | Sì | Sì, secondo il principio contabile adottato | No |
| Deduzione | Ammortamento al 9% o al 4% l'anno | Canoni sulla durata minima fiscale: metà del periodo di ammortamento se bene mobile, minimo 12 anni se immobile (art. 102, comma 7 TUIR); interessi con le regole dell'art. 96, indeducibili IRAP | Canoni interamente deducibili per competenza, IRES e IRAP, come costi per godimento di beni di terzi |
| Iperammortamento 180% | Sì | Sì, la maggiorazione rileva anche sui canoni | No |
| Velocità del beneficio | Lenta, 11-25 anni | Media, sulla durata del contratto | Allineata alla durata del contratto |
Sull'esclusione del noleggio dall'iperammortamento serve precisione, perché è il punto che il commercialista controllerà: la L. 199/2025 riferisce la maggiorazione alle quote di ammortamento e ai canoni di locazione finanziaria; nel noleggio il bene non è acquisito dall'impresa, quindi non c'è nulla da maggiorare. È una conseguenza diretta del testo della norma, non una posizione ufficiale dell'Agenzia. La deducibilità integrale dei canoni è il regime ordinario dei costi per godimento di beni di terzi, verificato al 7 agosto 2026 sulla prassi disponibile.
L'argomento onesto suona così: il noleggio scambia l'iperammortamento, che vale fino a circa il 43% del costo ma è lento e condizionato all'imponibile, con zero capex e una deduzione piena e veloce. Quale conviene dipende da liquidità, imponibile e coefficiente di ammortamento. Dire per primi che il noleggio perde l'iperammortamento è credibilità gratuita contro chi lo tace. Sul funzionamento commerciale c'è una guida dedicata.
Le leve minori, quando il caso le abilita
Nuova Sabatini, solo PMI. Contributo in conto impianti su un finanziamento o leasing da 20.000 € a 4 milioni di euro, durata massima 5 anni, calcolato come interessi convenzionali al tasso del 2,75% (investimenti ordinari) o del 3,575% (4.0 e green). Rifinanziata con 650 milioni di euro per il 2026-2027, sportello aperto. La linea green richiede idonea certificazione ambientale e la pagina MIMIT non cita espressamente il fotovoltaico: trattalo come bene strumentale finanziabile e verifica caso per caso l'accesso al tasso maggiorato, senza promettere percentuali secche.
Tariffa CACER. Incentiva per 20 anni l'energia condivisa, impianti fino a 1 MW, richieste aperte fino a 5 GW incentivati e comunque non oltre il 31 dicembre 2027. I valori dipendono dalla taglia: parte fissa 80 €/MWh e massimo 120 fino a 200 kW, 70 e 110 tra 200 e 600 kW, 60 e 100 sopra i 600 kW. Citare "120 €/MWh" a un cliente industriale è l'errore più frequente. Nelle CER entrano solo PMI; le grandi imprese restano fuori, ma possono usare l'autoconsumo a distanza. Approfondimento: le CER per gli installatori.
Autoconsumo individuale a distanza. Stesso soggetto giuridico, più POD sotto la stessa cabina primaria, impianti fino a 1 MW ciascuno: tetto buono in un sito, consumi in un altro. Riconosce la tariffa premio CACER più il corrispettivo di valorizzazione ARERA, circa 11,90 €/MWh, per 20 anni. Dal 2 marzo 2026 il portale SPC del GSE verifica automaticamente la cabina primaria, istruttoria intorno ai 90 giorni. È la configurazione che quasi nessun concorrente sa spiegare a un gruppo multi-sito.
Bandi regionali. Leva reale, finestre corte. Emilia-Romagna: fondo perduto per fotovoltaico con accumulo su pensiline di parcheggio delle PMI, massimo 100.000 € per intervento, sportello dal 30 settembre al 15 novembre 2026; l'intensità esatta va letta sul testo del bando prima di scriverla in un preventivo. Friuli-Venezia Giulia: 10,5 milioni di euro per impianti fino a 5 MW, contributi fino a 500.000 €, domande fino al 30 settembre 2026. Quando la finestra è aperta, il fondo perduto batte tutto; il valore per te è saperlo prima del cliente.
Conto Termico 3.0. Incentiva il fotovoltaico con accumulo solo se abbinato alla sostituzione dell'impianto termico con pompa di calore elettrica, con contributi fino al 65% delle spese ammissibili. Non è un incentivo fotovoltaico ma della pompa di calore: la leva giusta quando il cliente rifà anche il riscaldamento del capannone. La guida al Conto Termico copre i dettagli.
Ritiro dedicato. L'energia immessa è remunerata al prezzo zonale orario: in media 12,8 centesimi di €/kWh nel primo trimestre 2026. Su un impianto industriale ben dimensionato l'autoconsumo è alto e il RID è la voce minore del business case: va mostrato, non enfatizzato.
Cosa mostrare agli imprenditori in preventivo
Un imprenditore non firma su una percentuale. Firma su cinque numeri, sulla stessa pagina:
- Costo netto effettivo dell'impianto dopo i benefici fiscali, con e senza iperammortamento, aliquota IRES esplicitata.
- Payback con e senza incentivi, con la baseline dichiarata: prezzo dell'energia e quota di autoconsumo.
- Beneficio fiscale anno per anno: le quote di iperammortamento secondo il coefficiente del 9% o del 4%, oppure i canoni dedotti nello scenario noleggio. È il numero che trasforma "il 43%" in una curva che l'imprenditore può mettere a piano.
- Il confronto acquisto, leasing, noleggio sulla stessa schermata: esborso iniziale, canone o rata contro la bolletta attuale, totale dedotto, accesso o meno all'iperammortamento.
- Valorizzazione dell'energia: risparmio da autoconsumo più ricavi RID sull'eccedenza, con il prezzo medio e il trimestre di riferimento dichiarati.
Ogni output con la data di validità delle regole in evidenza. È il lavoro che il modulo Incentivi fa in trattativa, con il tuo marchio; per lo scenario a rate c'è il modulo Finanziamenti. Sul sopralluogo industriale, la guida al fotovoltaico su capannone completa il quadro.
Da verificare prima di usare questi numeri
Questa guida riporta il quadro verificato al 7 agosto 2026. Restano aperti quattro punti: la cumulabilità tra iperammortamento e Sabatini va confermata sul decreto interministeriale del 7 maggio 2026; il modello di autoconsumo "extra-loco" previsto dal recepimento della direttiva UE 2024/1711 non è ancora legge e non va promesso; una eventuale nuova tranche della Facility CACER va controllata sul sito GSE; l'intensità del bando Emilia-Romagna va letta sul testo del bando. Prima di portare questi numeri in un preventivo, controlla che la data di verifica sia ancora recente: una guida non aggiornata non è un contenuto vecchio, è un errore che finisce in un contratto.